martedì 22 dicembre 2009

Elaborazione e creatività

Elaborazione nella metodologia del Coaching Creativo vuol dire combinare, comparare, trasferire risorse e capacità da una campo all'altro della vita.

Chi meglio di Leonardo da Vinci rappresenta questa capacità di trasferimento e di potenzialmento di abilità, esperienze, conoscenze e risorse?

Pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, anatomista, musicista, inventore e scienziato.

Leonardo ha incarnato lo spirito universalista dell'epoca, rinascimentale, conseguendo risultati eccezionali in tutti campi dell'arte e del sapere, e contribuendo ad un'intenso progresso in numerosi campi della vita del suo tempo.

Uno dei più grandi geni dell'umanità.



Fu pittore convinto della superiorità di questa forma d'arte su molte altre, come la scultura e la poesia: "la pittura «non parla, ma per sé si dimostra e termina ne’ fatti; e la poesia finisce in parole, con le quali come briosa sé stessa lauda".

Scienziato che esaltava il ruolo dell'esperienza, ai danni delle concezioni metafisiche e religiose del suo tempo:"Io credo che invece che definire che cosa sia l'anima, che è una cosa che non si può vedere, molto meglio è studiare quelle cose che si possono conoscere con l'esperienza, poiché solo l'esperienza non falla. E laddove non si può applicare una delle scienze matematiche, non si può avere la certezza"; alchimista perché "partoritrice delle cose semplici e naturali".

Inventore, ingegnere civile e idraulico, architetto e anatomista ed in ogni disciplina riportava le sue immense capacità creative e le competenze che accumulave in ogni campo e riportava, arricchendolo, in tutti gli altri settori della sua attività.

La fase di elaborazione nel Coaching Creativo, assieme ale procedure di rimodellamento creative, costituisce il nucleo generativo del processo creativo, della produzione di nuove idee, del problem solving, dell’innovazione.

Il processo di elaborazione è una peculiarità del nostro essere persone umane ed è possibile aiutare gli individui a migliorare e potenziare questa risorsa naturale.

Il Coaching Creativo si basa proprio sull'elaborazione creativa dei più svariati aspetti della vita, attraverso un percorso che si avvale di tecniche e strategie mentali e creative.

Elaborare significa consolidare e sviluppare ulteriormente il processo di decodifica, arricchendo i risultati ottenuti dall’organizzazione e dalla selezione delle informazioni, al fine di creare una nuova mappa orientata verso lo scopo.

L’essenza del pensiero trasformativo consiste proprio nel preparare il terreno alla trasformazione dei dati, attraverso queste tre modalità che si presentano nel momento dell’insight, “illuminazione” o scatto cognitivo.

La creatività, nel processo di ristrutturazione, consiste nel creare attivamente nuove soluzioni per la vita e per il benessere, arricchisce di possibilità, poiché trasforma le minacce in opportunità. In quest’ottica, uno stimolo valutato come disturbo, può portare alla ricerca di una condizione migliore che rappresenta in quel momento un’opportunità di miglioramento.

Nella nostra metodologia proponiamo due procedure di rimodellamento:

1 rimodellamento creativo;

2 rimodellamento generativo.

Il rimodellamento creativo è la rielaborazione creativa dei dati raccolti e poi organizzati nella fase della decodifica. .

Il rimodellamento generativo consiste nel trasferimento generativo delle risorse. Questo stadio del coaching è dedicato a individuare le risorse presenti nella memoria autobiografica del cliente, trasformarle e rielaborarle, per indirizzarle verso ciò che desidera, adattandole al nuovo contesto ed, eventualmente, aggiungendo ciò che manca.

Si tratta di avviare un processo di trasferimento generativo delle risorse da un contesto in cui sono state sperimentate strategie efficaci ad un nuovo contesto ancora parzialmente inesplorato, oppure ad un contesto inefficace che necessita di cambiamenti.

L'obiettivo è l’arricchimento della propria “mappa della realtà” di nuove opzioni disponibili, che consentiranno un ampia gamma di scelta. Il trasferimento generativo delle risorse contempla varie possibilità e l’applicazione di tecniche da scegliere in volta in volta.

Cervello ed elaborazione

L’elaborazione è un processo naturale dell’essere umano, basata sull’ingegneria dei processi mentali; questi rendono la persona capace di “rimaneggiare” continuamente le informazioni percepite per mezzo dei sensi fisici, per poi riadattarle in base alla propria storia personale ed integrarle con il proprio modo di essere e con la memoria accumulata nel corso degli anni. Le neuroscienze cognitive ci dicono che l’essere umano elabora un’idea di se stesso, costruendo l’immagine di chi è fisicamente e mentalmente, in base alla propria memoria autobiografica, sedimentata in anni di esperienze; l’immagine di sé è soggetta ad un costante rimodellamento che, in gran parte, avviene in modo inconscio. Se il processo di elaborazione è parte integrante del nostro modo di funzionare a livello cerebrale, anzi, se può essere considerata una peculiarità del nostro essere persone umane, allora è possibile aiutare gli individui a migliorare e potenziare questa risorsa naturale. Il cuore di questa metodologia di Coaching è l’elaborazione creativa dei più svariati aspetti della vita, attraverso un percorso che si avvale di tecniche e strategie mentali e creative.

Il Coaching Creativo mira, infatti, a sostenere il cliente, mentre elabora un intervento attivo sulla propria mappa della realtà; ciò gli consente di esprimersi personalmente e in modo consapevole, sperimentare varie possibilità per mettere a punto cambiamenti, innovazioni, creazioni, pianificazioni.

Elaborare significa portare avanti il processo di decodifica, sviluppare ulteriormente i risultati ottenuti dall’organizzazione e dalla selezione delle informazioni, al fine di creare una nuova mappa orientata verso lo scopo. L’essenza del pensiero trasformativo consiste proprio nel preparare il terreno alla trasformazione dei dati, attraverso queste tre modalità che si presentano nel momento dell’insight, “illuminazione” o scatto cognitivo. Nella fase di Elaborazione e nelle tecniche proprie di questo momento del Coaching Creativo, ci si avvale di quei modelli che indicano il modo in cui la persona procede, naturalmente o sistematicamente, verso la trasformazione e la ristrutturazione per poi giungere al cambiamento. Un filo conduttore di molte delle tecniche di cui ci avvaliamo nel nostro lavoro è il processo trasformativo; ad esempio, la classica tecnica SWOT Analysis viene arricchita con interventi di ristrutturazione, per spingere che la utilizza, oltre l’analisi dei punti di forza, di debolezza, delle opportunità e delle minacce, ed orientarlo alla scoperta di nuove soluzioni trasformative.

Nella seconda parte di questa tecnica integriamo i principi del processo trasformativo individuati da Perkins, per allenare individui ed organizzazioni ad adottare nuove forme di pensiero ai problemi personali e/o professionali. In tal senso, uno strumento tipicamente aziendale, come la SWOT, può essere utilizzato nella fase di Feedback non solo come momento di valutazione e di verifica dello stato di un’organizzazione o di un azienda, ma come un vero e proprio percorso trasformativo delle informazioni, dei dati raccolti che riguardano progetti ed obiettivi individuali. Le procedure della fase di elaborazione sono state definite “rimodellamento”, per sottolineare i cambiamenti che, contemporaneamente, l’individuo produce in se stesso e nelle attività che svolge.

Mentre l’individuo o il gruppo, lavora creativamente sulle informazioni di cui dispone, attraverso le procedure e le tecniche, arricchisce e rimodella il proprio sé autobiografico, che a sua volta stimola nuove possibilità di cambiamento. Gli effetti dell’elaborazione delle informazione costituiscono nuovi abbinamenti, nuove idee, fantasie, immagini mentali che, a loro volta, diventano cause delle cause, poiché generano apertura mentale, flessibilità, capacità di innovazione e scoperta, che produrranno nuove possibilità di rimodellamento.
In questa metodologia vengono proposte due procedure di rimodellamento:

1 rimodellamento creativo;
2 rimodellamento generativo.

Il rimodellamento creativo è la rielaborazione creativa dei dati raccolti e poi organizzati nella fase della decodifica.

Il rimodellamento generativo consiste essenzialmente nel trasferimento generativo delle risorse.

mercoledì 2 dicembre 2009

decodifica ed interpretazione delle informazioni nel Coaching Creativo


"Sono tutto dell'Egitto e l'Egitto è tutto per me"

Con questa frase Jean Francoise Champollion trovava le motivazioni e la conviznione necessaria per compiere una delle opere di decodifica e di interpretazione più leggendarie ed importanti della storia dell'umanità: la traduzione stele di Rosetta.

Questo archeologo francese è considerato infatti il padre dell'Eggittologia.

Si tratta di un decreto emesso in onore del faraone Tolomeo V Epifane (196 a.C.) in occasione del primo anniversario della sua incoronazione. Il testo riporta tutti i benefici resi al paese dal re e fu pubblicato nella scrittura delle parole degli déi (geroglifici), nella scrittura del popolo (demotico) e in greco, ed inizia così: "Il nuovo re, avendo ricevuto la monarchia da suo padre..."



Visse al tempo di Napoleone, che a sua volta era molto interessato dall'Egitto, dai suoi misteri e dalle sue ricchezze, e riuscì ad affascinare l l'imperatore, grazie alla sua sapienza e alla passione per gli studi che aveva intrapreso e stupire il generale corso non era certo cosa facile..

Sapete a cosa altro è valsa a Champollion la sua grande opera di decodifica?

Addirittura un cratere sulla luna, dedicato a lui e che ha preso il suo nome.

La seconda fase, il processo di decodifica, prevede l’osservazione dei dati raccolti, l’individuazione dei criteri di classificazione, interpretazion ed organizzazione dei dati e delle informazioni ottenute grazie alle procedure e alle tecniche della fase della Ricerca.

Decodificare, significa organizzare e interpretare le informazioni utilizzando in modo integrato i sistemi rappresentazionali, per cogliere la stessa realtà da prospettive multiple: ri-vedere, ri-pensare, ri-ascoltare, ri-sentire il campo esplorato, cogliendone nuovi significati sui quali riflettere.

In questa fase non si attua ancora la vera e propria selezione dei materiali a disposizione, cosa che avverrà a partire dalla fase di Elaborazione.

Parlare di decodifica implica la presenza di informazioni codificate che necessitano di una traduzione o di una spiegazione; ci si può domandare, perché i dati racconti siano da considerare come codici e non materiale, per così dire, grezzo?

Con la metodologia del Coaching Creativo le tracce e i segni prodotti, recuperati e raccolti possono essere trasformati in fenomeni densi di significato.

Ill processo di decodifica si concretizza, in prima istanza, nella definizione dei criteri adeguati ed utili per classificare le informazioni che abbiamo ricercato e “mappato”.

Ogni istante il cervello codifica le infiormazioni provenienti dall'ambiente creando delle mappe neurali e generando simulataneamente miliardi di collegamenti sinaptici e sviluppando costantemente delle immagini mentali

mercoledì 11 novembre 2009

Cervello e Decodifica: la seconda fase del coaching creativo

Nell’esperienza quotidiana, anche se non possiamo esserne consapevoli, il nostro cervello codifica i dati sensoriali registrati con l’attività dei cinque sensi, in configurazioni neuronali, generando miliardi di collegamenti, chiamati sinapsi, le quali sottendono le immagini mentali di ogni tipo.
Dunque, l’informazione di cui siamo coscienti e i dati che rimangono sepolti nella mente inconscia, o lasciati temporaneamente nel serbatoio della memoria, sono innanzitutto configurazioni di codici astratti.




La seconda fase, il processo di decodifica, prevede un’osservazione riflessiva dei dati raccolti, l’individuazione dei criteri di classificazione e l’organizzazione sistematica del materiale della mappatura, che consentirà, nelle fasi successive, di effettuare un processo di selezione degli elementi più pertinenti al lavoro che si sta svolgendo.


Parlare di decodifica implica la presenza di informazioni codificate che necessitano di una traduzione o di una spiegazione; ci si può domandare, perché i dati racconti siano da considerare come codici e non materiale, per così dire, grezzo? Dalla prospettiva del Coaching Creativo si tratta di trasformare le tracce e i segni prodotti, recuperati e raccolti, in fenomeni significanti, che assumono rilevanza nelle fasi successive. Il processo di decodifica si concretizza, in prima istanza, nella definizione dei criteri adeguati ed utili per classificare le informazioni che abbiamo ricercato e “mappato”.

L'esplorazione e la ricerca: la prima fase del Coaching Creativo


Cristoforo Colombo, chi meglio di lui può simboleggiare la ricerca, l'esplorazione delle possibilità, di nuovi territori fisici e mentali, quella ricerca che apre le porte all'immaginazione, all'intuizione, senza dimenticare l'organizzazione di un'impresa?


L'esloratore quando parte ricerca dentro se stesso le passate esperienze per organizzare il viaggio nel miglior modo possibile, ricorda i successi e i problemi per affrontarli e superarli, ricorda i suoi stati d'animo, le sensazioni che hanno accopmagnato il cammino verso l'ignoto.

L'esploratore parla con gli altri marinai, chiede informazioni, notizie, utilizza l'esperienza accumulata da tutti i suoi compagni d'avventura.

Poi, mette insieme gli strumenti utili alla navigazione, la bussola, le mappe, sistema le vele, gli alberi e tutto ciò che serva all'imbarcazione. Acquista le provviste e organizza meticolosamente tutto il necessario.

ricerca , quindi, le rotte, fa suoi i metodi di organizzazione e di navigazione e quindi è pronto per partire, forse non troverà la terra che aveva previsto, ma nel mare delle possibilità potrebbe passare ugualmente ala storia....

La prima fase del Coaching Creativo, la Ricerca, ha lo scopo di raccogliere informazioni, dati, materiali, e tutto ciò che può essere di ausilio per il conseguimento degli obiettivi del coachee.

Il coach, infatti, stimola e facilita il percorso del coachee, attraverso le tre procedure previste in queta fase:la “mappatura” interna ed esterna e la ricerc-azione.

"La “mappatura” è il processo attraverso il quale l’individuo traccia la propria mappa grafica - in parole, immagini, simboli - sia delle rappresentazioni interne frutto delle proprie immagini mentali, sia delle informazioni raccolte attraverso i sensi fisici nell’ambiente intorno a sé".

La ricerc-azione, invece indica il processo attraverso il quale l’individuo esplora l’ambiente intorno a sé per, individuare, raccogliere, recuperare materiali, dati, informazioni, in vario modo. La realizzazione di qualsiasi obiettivo, inizia dall’attenta valutazione dello stato presente e dalla raccolta di informazioni sugli elementi che consentono effettivamente di muoversi verso la nuova condizione che si desidera.

La Ricerca è la preparazione materiale, fisica, emotiva, mentale, comportamentale al processo creativo. Una preparazione da utilizzare e di cui fare tesoro quando si affrontano piccole e grandi sfide e problemi, "perlustrando con i sensi fisici ciò che ci circonda e rievocando con il pensiero e con le sensazioni, immagini e stati del mondo interiore".

Attraverso il processo di “mappatura”, seguendo i principi della Mappa Mentale l’individuo può creare delle rappresentazioni grafiche delle mappe visive, auditive e somatosensoriali dell’esperienza creativa, ma anche di esperienze vissute nel passato, di stati d’animo, dei sogni vissuti in altri momenti della vita, delle risorse interne ed esterne e molto altro ancora.

Cervello e Ricerca

In presenza di qualsiasi percezione, interno o esterno al corpo, nella corteccia si attiva una configurazione neurale o mappa alla quale si può accedere soltanto dalla prospettiva in terza persona, per mezzo dei metodi neuroscientifici attuali.

Per rappresentazione, Damasio intende una “configurazione associata in modo regolare a qualcosa”, sia in riferimento ad una mappa neurale, sia alla relativa immagine mentale. Ciò che risulta importante nel processo di cambiamento, indotto dal Coaching, è l’idea che il nostro il cervello non riproduce l’esatta copia dell’oggetto che percepisce con i sensi, ma piuttosto una mappa dell’interazione avvenuta tra l’oggetto e l’organismo.

Grazie al cervello siamo in grado di rappresentare le nostre esperienze (così come qualsiasi stimolo percepito con i sensi fisici) sotto forma di configurazioni sinaptiche e di immagini mentali di cui possiamo divenire coscienti, che si presentano dunque alla nostra mente. Il cervello, per come si è sviluppato nel corso dell’evoluzione umana, è un sistema creativo che non rispecchia l’ambiente circostante, ma costruisce delle mappe dell’ambente usando i propri parametri e la propria struttura interna, ricerca costantemente le informazioni sia esterne che interne e le organizza sotto forma di mappe.

Allo stesso modo, nel Coaching Creativo, si da molta importanza alla ricerca delle informazioni che vengono costantemente mappate.

lunedì 26 ottobre 2009

Coaching Creativo, un approccio per sviluppare nuove soluzioni


Il Coaching Creativo nasce come metodologia di integrazione e rimodellamento di altre metodologie come l'Analisi Transazionale, la Programmazione Neurolinguistica, l'Intelligenza emotiva, che puntano ad aiutare la persona ad arricchire creativamente la propria mappa della realtà, seguendo un percorso che può essere appreso e poi riutilizzato autonomamente al fine di utilizzare soluzioni trasformative nell’approccio alla vita personale ed aziendale.
Il Coaching Creativo è una metodologia di lavoro, un intervento mirato a potenziare la capacità degli individui di cercare, cogliere e creare le opportunità, dentro e fuori di sé; si tratta di un approccio costituito da una serie di percorsi metodologici a mediazione creativa, per la crescita, l’innovazione, il cambiamento personale ed aziendale.

Lo scopo del Coaching Creativo è lo sviluppo della capacità di innovare, scoprire, trasformare, ampliare in modo flessibile, la propria mappa del mondo, conoscere se stessi e gli altri, utilizzando strumenti (metodologie, procedure, tecniche) atti all’arricchimento delle opzioni cognitive, emotive e comportamentali.
Queste possibilità di sviluppo trovano il loro filo conduttore nella crescita del potere della Mente Creativa per organizzare le proprie esperienze, partendo dalla mappatura delle proprie competenze, risorse, talenti abilità per poi passare alla riflessione critica, alla decodifica, all’organizzazione gerarchica dei dati, delle informazioni, delle mappature effettuate. L’individuazione delle soluzioni e la ricerca di nuovi percorsi e nuovi collegamenti passa attraverso l’elaborazione creativa delle possibili alternative e idee, l’arricchimento e il rimodellamento generativo delle competenze emotive e il potenziamento delle risorse personali fino a produrre nuove idee per il raggiungimento degli obiettivi ambiti. La progettazione e l’implementazione delle azioni viene seguita dal monitoraggio dell’efficacia dei progetti e delle attività.


Il Coaching Creativo stimola gli individui a mettersi sulle tracce delle “risorse creative” in un percorso costituito da 5 fasi:
Ricerca: la raccolta e la mappatura di informazioni, dati, materiali, e tutto ciò che può essere di ausilio per il conseguimento degli obiettivi
Decodifica: prevede l’osservazione riflessiva dei dati raccolti, l’individuazione dei criteri di classificazione e l’organizzazione sistematica delle informazioni acquisite
Elaborazione: la creazione di nuove mappe che portano ad avvicinarsi alla meta, la combinazione di opportunità e soluzioni, il rimodellamento delle risorse
Produzione: la generazione, la sperimentazione e l’implementazione dei progetti, la realizzazione dei risultati;
Feedback: stima, valutazione, monitoraggio dei risultati e delle informazioni acquisite nel percorso

La metodologia del Coaching Creativo è costituita da 5 fasi successive e consequenziali, ognuna delle quale prevede una o più procedure, che consistono in tipologie di percorsi finalizzati agli scopi della fase di cui fanno parte e preparatorie per la fase successiva; ogni tipologia costituisce uno “spazio di possibilità” che comprende una serie di tecniche da scegliere, utilizzare ed integrare di volta in volta, in base agli obiettivi intermedi che si intende conseguire. E’ importante sottolineare che, sia le fasi sia le procedure, non sono strutturate in modo rigido ed è artificioso considerarle separate in modo netto; a volte nelle sessioni di lavoro è necessario tornare ad una delle fasi precedenti, per effettuare cambiamenti o “aggiustamenti” della direzione; altre volte, procedure appartenenti a fasi diverse si sovrappongono parzialmente, per consentire un lavoro che lascia spazio a maggiori possibilità di intervento. La creatività non può essere incapsulata, sfugge a teorie troppo impostate e a metodi che ne potrebbero limitare la spontaneità. Il metodo è anch’esso un modello, una mappa delle operazioni compiute dagli individui nell’ambito di un processo di cambiamento; è sempre utile tenere in considerazione che la carta orientativa dei nostri interventi, sia essa una teoria, un modello o una tecnica, non va confusa con “il territorio”.
Le cinque fasi della metodologia, sono state modellate in base agli studi sul funzionamento del cervello e sul processo di pensiero creativo applicato alla risoluzione dei problemi, all’invenzione, alla creatività generale.



Scopo della metodologia del Coaching Creativo, in tal senso, è creare le condizioni più feconde per far si che l’individuo possa utilizzare in modo attivo e consapevole, le diverse fasi ed i procedimenti mentali, tipici del pensiero creativo, per i cambiamenti desiderati. Si tratta di un metodo che parte dal modellamento del funzionamento del cervello per far si che gli individui imparino a riutilizzare il metodo creativo.