
Quale obiettivo ha centrato l’agricoltore della Florida di cui parlavamo nel post scorso? (leggi>>)
Ristrutturare il proprio campo percettivo, riuscendo a vedere le potenzialità dei serpenti, collocandoli mentalmente in un nuovo contesto problematico in cui il serpente improvvisamente diventa una soluzione. L’agricoltore si è posto le domande giuste, per mezzo delle quali si è disfatto delle vesti con cui si è presentato il problema, individuando ed isolando le varie componenti, per ricollocarle dentro una diversa cornice di riferimento e trovare la soluzione.
Come afferma Richard Wiseman : “Anziché escogitare una soluzione al problema iniziale, perché non escogitare un problema per la nuova soluzione?”
In tal senso la ricerca si ribalta e si indirizza verso l’esplorazione di tutte le possibili applicazioni del problema-soluzione, cioè del punto debole, a nuove situazioni.
Uno dei più noti e migliori esempi moderni in cui un problema è stato ristrutturato con grandissimo successo è quello dei laboratori dell’azienda 3M. I ricercatori dell’azienda erano impegnati nel ricercare una particolare formula chimica che consentisse la realizzazione di una colla particolarmente resistente; a causa di un errore i ricercatori ebbero un effetto quasi opposto: si ritrovarono con un prodotto leggero, poco appiccicoso che impediva a due parti di rimanere incollate tra loro, pur mantenendo un leggero strato di colla.
I ricercatori non si scoraggiarono, ma iniziarono a concentrarsi non tanto su come risolvere il problema della colla forte e resistente, bensì su quale potesse essere il problema che avevano appena risolto, inventando una colla leggerissima. La leggenda narra di soluzioni escogitate apparentemente per caso: una segretaria iniziò ad usare questa pseudocolla per fissare foglietti di appunti su superfici lisce, senza rovinare la carta ogni volta che veniva tolta; un membro del team mentre assisteva ad una funzione religiosa si sentì piuttosto frustrato quando il foglietto che usava come segnalibro continuava a scivolare fuori dal libricino delle preghiere. L’azienda trovò presto il problema: foglietti volanti che si perdono, fogli che una volta attaccati non possono essere tolti senza rovinare e strappare la carta; la soluzione, dunque, consisteva nel poter disporre di fogli che si possono staccare e riattaccare senza rovinare o strappare la carta; avere a disposizione una colla leggera avrebbe superato il problema dei foglietti volanti.
Nacquero i Post-it come soluzione trasformativa di un errore.




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