lunedì 26 ottobre 2009

Il pensiero trasformativo nel Coaching Creativo


Quale obiettivo ha centrato l’agricoltore della Florida di cui parlavamo nel post scorso? (leggi>>)

Ristrutturare il proprio campo percettivo, riuscendo a vedere le potenzialità dei serpenti, collocandoli mentalmente in un nuovo contesto problematico in cui il serpente improvvisamente diventa una soluzione. L’agricoltore si è posto le domande giuste, per mezzo delle quali si è disfatto delle vesti con cui si è presentato il problema, individuando ed isolando le varie componenti, per ricollocarle dentro una diversa cornice di riferimento e trovare la soluzione.

Come afferma Richard Wiseman : “Anziché escogitare una soluzione al problema iniziale, perché non escogitare un problema per la nuova soluzione?”
In tal senso la ricerca si ribalta e si indirizza verso l’esplorazione di tutte le possibili applicazioni del problema-soluzione, cioè del punto debole, a nuove situazioni.

Uno dei più noti e migliori esempi moderni in cui un problema è stato ristrutturato con grandissimo successo è quello dei laboratori dell’azienda 3M. I ricercatori dell’azienda erano impegnati nel ricercare una particolare formula chimica che consentisse la realizzazione di una colla particolarmente resistente; a causa di un errore i ricercatori ebbero un effetto quasi opposto: si ritrovarono con un prodotto leggero, poco appiccicoso che impediva a due parti di rimanere incollate tra loro, pur mantenendo un leggero strato di colla.
I ricercatori non si scoraggiarono, ma iniziarono a concentrarsi non tanto su come risolvere il problema della colla forte e resistente, bensì su quale potesse essere il problema che avevano appena risolto, inventando una colla leggerissima. La leggenda narra di soluzioni escogitate apparentemente per caso: una segretaria iniziò ad usare questa pseudocolla per fissare foglietti di appunti su superfici lisce, senza rovinare la carta ogni volta che veniva tolta; un membro del team mentre assisteva ad una funzione religiosa si sentì piuttosto frustrato quando il foglietto che usava come segnalibro continuava a scivolare fuori dal libricino delle preghiere. L’azienda trovò presto il problema: foglietti volanti che si perdono, fogli che una volta attaccati non possono essere tolti senza rovinare e strappare la carta; la soluzione, dunque, consisteva nel poter disporre di fogli che si possono staccare e riattaccare senza rovinare o strappare la carta; avere a disposizione una colla leggera avrebbe superato il problema dei foglietti volanti.
Nacquero i Post-it come soluzione trasformativa di un errore.

lunedì 19 ottobre 2009

Trasformare problemi in opportunità


Tornando a Dale Carnegie, l’autore racconta una storia che ben rappresenta la capacità di un uomo di adottare una soluzione trasformativa ai problemi che ha incontrato.

La storia dei serpenti. Negli anni ’40 un agricoltore della Florida per aver evidentemente compiuto un errore di valutazione comprò una fattoria con un terreno che si dimostrò arido, impossibile per la coltivazione o l’allevamento dei maiali; in più aveva un grosso problema: l’ambiente era pieno di serpenti velenosi. Grazie all’adozione del pensiero trasformativo l’agricoltore riuscì a percepire nella sua fattoria non un problema, ma una soluzione, anzi tre:


1) tanto veleno a disposizione;
2) tanta carne di serpente;
3) tanta pelle di serpente.

Ora si trattava di scovare i problemi, le situazioni cioè, che richiedevano proprio quel tipo specifico di soluzione. Il primo problema era la ricerca e l’acquisto di veleno da parte delle case farmaceutiche dell’epoca, quando evidentemente ancora non venivano utilizzati veleni chimici. L’agricoltore aveva la soluzione a portata di mano: iniziò a spedire veleno alle case farmaceutiche di tutti gli Stati Uniti creando un business formidabile. Ma non solo. Trovò un altro problema costituito dalla scarsità di carne di serpente che, evidentemente, all’epoca piaceva a molti, tanto da iniziare ad inscatolarla creando un commercio particolare che lo fece diventare un esportatore in tutto il mondo. Ultimo problema da trovare riguardava le pelli: diventò un fornitore di pelli per le aziende di pelletteria. Quest’uomo riuscì innanzitutto a trarre profitto dalle perdite e poi a capitalizzare i guadagni.
In tempi moderni la creatività consiste nel creare nuovi bisogni ed è proprio questa l’essenza dell’innovazione tecnologica; la formazione aziendale necessita sempre più di un allenamento mentale che aiuti gli individui, nei diversi settori, ad utilizzare il pensiero trasformativo per affrontare in modo diverso vari aspetti della propria vita personale, lavorativa, aziendale con metodo e creatività.
In tal senso uno degli obiettivi principali della metodologia del Coaching Creativo consiste nel dirigere la mente e le risorse interne degli individui e dei gruppi di lavoro verso la realizzazione degli obiettivi, l’innalzamento delle performance, la crescita personale e del proprio gruppo di lavoro.
Il processo creativo sostanzialmente è un processo di ristrutturazione e quando le persone diventano abili nel trasformare i punti deboli e le minacce in opportunità e poi in punti di forza, da quel momento riescono ad affrontare una moltitudine di situazioni con un nuovo approccio, con una nuova forza, con la possibilità di disporre, sulla scena della propria vita, delle risorse della mente creativa. Il nucleo generativo del Coaching Creativo è proprio il processo di elaborazione che consiste nel rimodellare creativamente e in modo generativo ciò di cui si dispone – i dati, le informazioni, le risorse - reincorniciando i punti deboli per collocarli in un nuovo contesto in cui possono esserne svelate le opportunità.

venerdì 16 ottobre 2009

Aforismazione, un ebook in regalo per te


Quante volte ci capita di leggere un aforisma e rimanere calamitati da quelle parole, capaci di creare vibrazioni nei nostri pensieri, nelle sensazioni del nostro corpo, parole che ci fanno intuire istantaneamente verità solo accennate e ci fanno sussurrare: “Si è vero!”, “E’ proprio così!”, “Questo mi appartiene!”, e molto altro ancora.

Gli aforismi hanno il potere speciale di condensare in poche parole tanti significati, significati profondi che ci ricordano esperienze del passato, che fanno risuonare immagini, illuminare sentimenti, che ci fermano a riflettere momentaneamente sul senso di ciò che ci accade.

Quante volte la lettura di un aforisma rimane una piacevole e fugace frazione della nostra vita, un momento che ben presto lascia il posto ad una miriade di altri pensieri, preoccupazioni quotidiane, problemi concreti da affrontare, stimoli del mondo esterno che attraggono inesorabilmente i nostri sensi e la nostra attenzione. Ben presto siamo capaci di passare da un intenso momento presente, da quello che i greci chiamavano il tempo di Kairos, al succedersi vorticoso del tempo che scorre e scappa via e dietro al quale ci affanniamo a correre.

Con questo breve contributo ti invitiamo a prendere qualche istante per te, per leggere uno degli aforismi che proponiamo, per lasciarlo sedimentare dentro di te e trasformare qualche minuto della tua vita in Kairos, quel particolare momento in cui è possibile l’attuazione di un nuovo stato delle cose, che sopraggiunge grazie ad un attimo di consapevolezza.

Con l’esercizio che stai accingerti a sperimentare, infatti, puoi crearti un’opportunità, un momento in cui si presenta una possibilità, in cui gli eventi richiedono un’azione o sono propizi per un’azione. Negli attimi che seguiranno, l’azione che deciderai di intraprendere, e dunque il tempo che deciderai di dedicarti, avrà il potere di modificare il tuo destino per qualche minuto e aprire un piccolo varco sul divenire delle possibilità. Se davvero ti fermerai a vivere esclusivamente nel presente, assaggerai il sapore del momento presente, che costituisce la più grande sicurezza della tua vita, preziosissimo istante in cui puoi sentire di esserci, perché la vita pullula nell’attimo in cui la si vive, non prima, qualche minuto fa, che ormai è già scomparso, non dopo in un futuro che ancora deve nascere, ma solo esattamente nel qui ed ora.

mandami un email all'indirizzo
s . p i p e r n o @ c o a c h i n g c r e a t i v o . c o m
(l'ho scritto con lo spazio tra le lettere per evitare lo spam dei software che prendono gli indirizzi email dai siti e ti iscrivono a liste a cui mandano messaggi in automatico; ti basta copiare l'indirizzo ed eliminare gli spazi)

sabato 10 ottobre 2009

Soluzioni trasformative (parte II). Problem Solving secondo Perkins


Perkins individua una struttura articolata di questa particolare forma di problem solving, che sintetizza in cinque aspetti:
1.Lunga ricerca: prima di giungere a trovare una soluzione trasformativa, normalmente si riscontra una ricerca prolungata intorno all’argomento che si sta trattando. Approfondimento, studio, ricerca degli indizi e dei dati, accumulo di prove, sperimentazione, interrogativi, fanno parte del lavoro iniziale che ha portato alcune grandi menti del passato a scoperte o invenzioni rimaste epocali per lo sviluppo dell’umanità.
2.Scarsi progressi apparenti: in genere, secondo l’autore, la soluzione giunge dopo un periodo in cui non si registrano progressi. Archimede, ad esempio, si occupò a lungo del problema di Gerone ed i fratelli Wright per molto tempo si ispirarono ai modelli nautici studiando molte versioni dell’elica per aereo.
3.Evento scatenante: circostanze esterne, stimoli apparentemente insignificanti oppure eventi mentali improvvisi, costituiscono il punto di svolta che porta alla soluzione cercata. Ad esempio Darwin, nel corso dei suoi studi sull’evoluzione, scoperse la soluzione trasformativa al problema dell’evoluzione delle specie, in un momento in cui non si stava occupando dell’argomento. Mentre leggeva il famoso saggio di Malthus, “Saggio sul principio della popolazione”, in cui veniva sostenuto che la crescita esponenziale del genere umano avrebbe portato ad una catastrofe a causa della sovrapopolazione, fece delle riflessioni decisive per il proprio lavoro. Darwin ipotizzò che, in tal caso, soltanto gli organismi più adatti a vivere in quelle specifiche condizioni avrebbero trasmesso i loro caratteri ai discendenti e questo poteva essere un meccanismo evolutivo.
4.Scatto cognitivo: la soluzione trasformativa, appare in modo improvviso, è uno scatto cognitivo che rimette insieme tutti i pezzi sparsi del problema diventando una soluzione promettente. Dall’evento scatenante allo scatto cognitivo, generalmente passano pochi istanti o minuti, ma comunque il lasso di tempo è sempre breve.
5.Trasformazione: la soluzione viene poi trasformata in un piano d’azione, in una conseguenza pratica, in un ulteriore ricerca che cambia le sorti del lavoro che si è svolto. I fratelli Wright lavorarono per molto tempo sui problemi tecnici per trasformare l’idea dell’elica-ala in un’elica accettabile sul piano dell’ingegneria.

Tornando a Dale Carnegie, l’autore racconta una storia che ben rappresenta la capacità di un uomo di adottare una soluzione trasformativa ai problemi che ha incontrato.

La storia dei serpenti.... ma sul prossimo post....

lunedì 5 ottobre 2009

soluzioni trasformative


Allenare la mente alle soluzioni trasformative

Dale Carnegie, uno dei primi formatori e grandi motivatori dell’era moderna, il precursore del coaching e del public speaking, scrive una frase semplice, apparentemente banale che raccoglie in sé l’essenza di un atteggiamento che spesso utilizziamo nella vita quotidiana, cioè la scarsa applicazione reale di metodi semplici ed efficaci per affrontare i problemi; la citazione di Carnegie recita: “Se il destino ti da un limone cerca di farci una limonata”.
Il destino non sempre ci da un limone da spremere anzi, la vita di ogni giorno, nel quotidiano lavoro, nella gestione dei rapporti interpersonali, come nella gestione aziendale ci mette di fronte ad una moltitudine di stimoli, di situazioni che noi percepiamo come problemi e per i quali dobbiamo scovare delle soluzioni. Il pensiero tradizionale, la logica, il ragionamento cui molti di noi sono abituati, ci suggerisce che la persona di successo è colui che sa affrontare i problemi, non colui che non ha problemi da risolvere. Colui che non si arrende e nel trovare soluzioni ai problemi, anche più pressanti, si arricchisce di esperienza, di informazioni, cresce, trova nuove strade e diventa sempre più produttivo, è divenuto per molti l’icona dell’uomo di successo.


Cambiando prospettiva e adottando il pensiero trasformativo possiamo anche ribaltare la definizione dell’impresa di successo come quel processo attraverso il quale si giunge ad escogitare problemi per soluzioni già presenti. D. Perkins2 ha definito il pensiero trasformativo quel particolare processo mentale che porta a risultati eccezionali in molti campi del sapere, dalle invenzioni alle scoperte scientifiche, accomunandolo alle caratteristiche di portata innovativa e potenzialità, proprie dei processi evolutivi naturali, che danno vita a nuove specie di organismi. Studiando il modo in cui artisti, scienziati, inventori del passato, hanno trovato soluzioni trasformative ai problemi incontrati nei loro oggetti di studio, Perkins individua una struttura articolata di questa particolare forma di problem solving, che sintetizza in cinque aspetti, di cui parleremo sul prossimo posto.

continua...

sabato 26 settembre 2009

Percorsi del Coaching Creativo

Leggi l'indice, la prefazione scritta da Hubert Jaoui, l'introduzione e una parte del primo capitolo sul sito di Franco Angeli

Il secondo libro sul Coaching Creativo


E' uscito in questi giorni il nostro secondo libro sul Coaching Creativo, che oltre a riportare in modo sintetico e semplificato la nostra metodologia (spiegata in modo approfondito nel primo volume "Coaching Creativo. Tecniche per l'innovazione, la crescita, il cambiamento personale ed aziendale")
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passiamo in rassegna una serie di autori, fondamentali per il mondo della formazione, del coaching, della creatività applicata, attraverso le loro tecniche per la definizione degli obiettivi personali e di gruppo,

Nel terzo capitolo,
esploriamo una serie molto ampia di percorsi di sviluppo manageriale e personale, tra quelli che utilizziamo più di frequente nel nostro lavoro in azienda e con i gruppi di lavoro:
il percorso del potenziamento dei risultati;
il percorso decisionale,
potenziare le caoacità decisionali;
il percorso motivazionale;
la progressione verso gli obiettivi;
elaborare creativamente idee e progetti;
vedere, pensare, sentire il progetto da prospettive diverse;
pensiero convergente e divergente;
il percorso della guida;
il percorso del manager;
il percorso dell'intuizione;
i sei passi per pensare;
allenare il pensiero al gioco combinatorio;
il potenziamento delle risorse;
il self coaching creativo

Vai al sito della Franco Angeli